Sunday, May 8, 2016

Giove 07/05/2016 21:25 UT

In occasione della visita a Virgo, ovvero EGO a Cascina, l’Associazione Cascinese Astrofili ACA ha organizzato una giornata intera di osservazioni, a cominciare dal sole, per finire al cielo, dopo una apericena offerta ai partecipanti.
Mi ero personalmente offerto di contribuire alla giornata osservativa, mettendo a disposizione il mio telescopio nel pomeriggio, ma, ovviamente, il meteo non ci ha assistito: nuvolo e a tratti pioggia.
La sera però, verso le 22:00, il cielo si è un pochino rasserenato, per cui ho raggiunto il gruppo ed ho montato in fretta e furia fuori dalla sala controllo di Virgo, dove ha avuto un breve star party per far vedere l’unica cosa visibile dalle nuvole: Giove.
Mi hanno chiesto di fare una foto ricordo, per cui, tra una ventata e l’altra, ho effettuato una veloce ripresa, per spiegare ai partecipanti il procedimento di cattura ed elaborazione, tutto in diretta. Ed ecco qui cosa è sortito fuori. Risultato mediocre in assoluto, ma comunque un ricordo della serata :-)

Jup_2016_05_07_212538_L.png

FireCapture v2.4 Settings
————————————
Camera=ZWO ASI120MM
Filter=L
Profile=Jupiter
Diameter=39.97”
Magnitude=-2.21
CMI=24.5° CMII=159.2° CMIII=191.8° (during mid of capture)
FocalLength=2250mm
Resolution=0.34”
Filename=Jup_2016_05_07_212538_L.ser
Date=2016_05_07
Mid=212555.480
Mid(UT)=212555.480
Duration=33.830s
Date_format=yyyy_MM_dd
Time_format=HHmmss
LT=UT
Frames captured=1024
Binning=no
ROI=448×304
ROI(Offset)=368×346
FPS (avg.)=30
Sensor temperature=18,5 °C

Friday, May 6, 2016

Giove 03/05/2016 19:50 UT

Un po’ in astinenza da fotografia HiRes, mi sono fatto prestare da Fabrizio il suo C8, per valutare i risultati medi raggiungibili con 20cm di diametro, contro i miei precedenti 23 del C9¼. Se le prestazioni non risultassero troppo diverse, potri pensare all’acquisto si un telescopio sui 20cm, magari con un ottica raffinata. La voglia di pianeti fa brutti schersi, del resto è la mia passione preferita.
Comunque, dopo una non perfettissima collimazione, ho messo alla prova il C8, purtroppo sotto un cielo si limpido, ma con un seeing non certo buono, direi 5/10, abbastanza tipico dalla mia postazione (il giorno dopo ho avuto un 2-3/10 per cui mediamente un 5/10 è da ritenersi buono :-) )

Dopo l’elaborazione il risultato è questo, non buono ma pensavo peggio

Jup_2016_05_03_195015_L.png

I dati della ripresa:

FireCapture v2.4 Settings
————————————
Camera=ZWO ASI120MM
Filter=L
Profile=Jupiter
Diameter=40.44”
Magnitude=-2.24
CMI=55.1° CMII=220.8° CMIII=252.3° (during mid of capture)
FocalLength=5100mm
Resolution=0.15”
Filename=Jup_2016_05_03_195015_L.ser
Date=2016_05_03
Mid=195045.976
Mid(UT)=195045.976
Duration=60.018s
Date_format=yyyy_MM_dd
Time_format=HHmmss
LT=UT
Frames captured=1707
Binning=no
ROI=640×480
ROI(Offset)=360×184
FPS (avg.)=28
Sensor temperature=22,2 °C

Saturday, April 16, 2016

Giove 15/04/2016 22:10

Una ripresa in tricomia L-RGB di Giove, così ho rinnovato i nuovi filtri Zwo comprati su astrosell
L’unica pecca è che il verde è appena fuori fuoco rispetto agli altri, forse ho avvitato male il filtro, oppure ho mosso il fok mentre smanaccavo. Verificherò.

Jup_2016_04_15-2209_LRGB.png

Sunday, March 20, 2016

Giove 19/03/2016

Finalmente dopo mesi ho avuto la possibilità di fare una ripresa col rifrattore
Il seeing e stato decente, direi un 6/10
Vixen ED130SS + Powermate 2,5x, ASI120MM filtro IR/UV-Cut Celestron
Sommati il 60% dei frames con Autostakkert ed elaborati in Photoshop con maschere di contrasto

Jup_2016_03_19_223416_L.png

FireCapture v2.4 Settings
————————————
Camera=ZWO ASI120MM
Filter=L
Profile=Jupiter
Diameter=44.20”
Magnitude=-2.47
CMI=248.5° CMII=36.7° CMIII=56.2° (during mid of capture)
FocalLength=2100mm
Resolution=0.37”
Filename=Jup_20160319_223416_L.ser
Date=20160319
Start=223416.017
Mid=223516.020
End=223616.023
Start(UT)=223416.017
Mid(UT)=223516.020
End(UT)=223616.023
Duration=120.006s
Date_format=yyyyMMdd
Time_format=HHmmss
LT=UT
Frames captured=7995
File type=SER
Binning=no
ROI=320×240
ROI(Offset)=480×360
FPS (avg.)=66
Shutter=15.00ms
Gain=12
HighSpeed=off
Brightness=0
SoftwareGain=10 (off)
Gamma=50
AutoExposure=off
USBTraffic=69
Histogramm(min)=2
Histogramm(max)=1325
Histogramm=32%
Noise(avg.deviation)=n/a
Limit=120 Seconds
Sensor temperature=11,8 °C

Thursday, July 2, 2015

Star party della franella tra Venere e Giove


2015-07-01_21.04.08.jpg

Ieri sera ho convocato uno starparty a casa dei miei, dove c’è un bell’orizzonte libero, per osservare insieme ad amici la congiunzione Venere Giove. Molto molto bella, ma una volta tramontati i due astri, ecco che parte lo scozzo tra il piccolo ED81S ed il restaurato newton Vixen 100/1000 di Gianluca. Oggetto del test sono stati Saturno ed una manciata di stelle doppie, poiché la luna piena ha reso impossibile fare osservazioni di globulari o altro.
Il test è stato un ulteriore banco di prova per valutare l’ottica del piccolo rifrattore, per confermare o smentire le precedenti considerazioni. Per incrementare la focale del rifrattore ho usato una Powermate 2,5x, accoppiata agli oculari Baader GO 6 e 9 mm, ed in taluni casi un vixen LVW 8mm, in modo da avere rispettivamente 260x, 174x e 195x. Col newton sono stati usati un GO da 5mm per ottenere 200x ed un Plössl da 6mm per ottenere 167x da paragonare agli ingrandimenti più prossimi del rifrattore.
Gianluca ha restaurato questo newton atipico, che ha il primario parabolico, ha fatto diminuire lo spessore delle tre razze porta secondario da Sergio, ha fatto rialluminare gli specchi da ZAN ed ha applicato il vellutino nero all’interno del tubo.
Dopo una collimazione accurata abbiamo convenuto che le prestazioni del tubo fossero davvero al massimo delle sue possibilità, peccato solo per il focheggiatore che davvero non rende come meriterebbe.

Abbiamo iniziato con Albireo, classica doppia, stupenda, bellissima. La resa cromatica del rifrattore era davvero bellissima, satura nel colore, luminosa, perfetta nella geometrica: due stelline puntiformi circondate da un unico ininterrotto anellino di diffrazione, tondo e sottile, ed un fondo cielo molto scuro, nonostante un cielo lattiginoso. Nel newton i colori erano un pochino più tenui, in generale l’immagine era meno luminosa, e con un briciolo di luce diffusa in più, oltre alla presenza, davvero molto contenuta, di 6 piccoli baffi dovuti alle 3 razze porta secondario. Per il resto la geometrica era davvero bella, segno di una collimazione davvero ben fatta.

Siamo poi passati alla doppia doppia della Lyra, sempre uno spettacolo. Tutte e due le doppie sono state separate senza problemi da entrambi gli strumenti, e la visione (in questo caso ho dovuto usare un diagonale prismatico baader T2 per non spezzarmi il collo essendo praticamente allo zenit) ha entusiasmato tutti i presenti, essendo per i più una novità.
Premetto subito che il diagonale ha dato l’impressione di introdurre una leggerissima dominate cromatica verde ai dischi di Airy, o almeno così mi è parso, ma soprattutto questi sono diventati 2 attorno alle stelle e non uno soltanto. Tolto il diagonale, la situazione è tornata quella precedentemente descritta.
Stesse prestazioni nel newton, ma stesse considerazioni precedenti, ovvero immagine lievemente meno luminosa e contrastata, ma stelle separate senza problemi.

Siamo poi passati a doppie difficili, la cui separazione è al limite della risoluzione di uno strumento da 81mm di diametro. Mu Cyg, separata di 1,5” con mag di 4.75 e 6.18, dove la secondaria cadeva proprio appena fuori l’anellino di diffrazione. Piccolissima ma percepibile nel rifrattore e nel newton ma con maggiore attenzione, Delta Cyg, separata di 2,71” coppia sbilanciata con mag 6.27 e 2.89, in entrambi gli strumenti sono state visibili entrambe le componenti, 52 Cyg separata di 6” di mag 8.23 e 4.2, ed infine la difficile pi Aqi, separata di 1,5” ma bilanciata con mag 6.34 e 6.75. In questo caso ho voluto spingere a 260 ingrandimenti, e la doppia si è palesata, formando un bellissimo piccolo 8 chi diventava un doppio OO. Nel newton invece non siamo riusciti ad apprezzarne la separazione in maniera così netta.

Dato che ero al massimo potere di ingrandimento possibile coi miei oculari, ho deciso di puntare su Saturno per vedere se riusciva ad essere ancora fruibile. Mi si è presentato un Saturno davvero definito, con la Cassini sempre visibile sulle anse, e con un po’ di concentrazione e calma, anche sul disco davanti al globo. Il pianeta presentava una evidente fascia chiara in zona equatoriale e si mostravano anche i suoi satelliti. Questo, voglio ribadirlo, sotto un cielo color latte. Bellissimo davvero. Nel newton invece la visione non è stata altrettanto appagante purtroppo. A titolo di confronto devo ammettere che col mio C9¼ saturno lo vedo meglio, ma è meno bello, non so se rendo l’idea.

In conclusione devo dire che il piccolo ED81S si riconferma uno strumento straordinario, capace di regalare un bel divertimento in una serata, a patto di usarlo in ambiti a lui congeniali, che non sono l’osservazione degli oggetti deboli ovviamente.
La sua Apocromaticità in visuale è comprovata, usando oculari di buona fattura non si percepisce alcun residuo nemmeno su venere basso sull’orizzonte.

Altri aspetti non secondari della serata:
Il newton di Gianluca ha sfoderato prestazioni paragonabili al rifrattore da 81mm, il che la dice lunga sulla qualità ottica di cui è dotato. Le stelle a fuoco presentavano dei bei dischetti di diffrazioni, tondi e ben centrati. Lo star test personalmente non l’ho fatto, mi sono accontentato delle immagini a fuoco. Dei newton io non sono un amante, mi infastidiscono parecchio gli spikes, non mi piacciono nemmeno in fotografia, ma questo esemplare, dotato di una crocera a tre razze, ne genera 6, molto piccoli e poco luminosi, per cui lo preferisco di gran lunga a quelli tipici a croce. Si notava un po’ di luce diffusa in più, imputabile all’ostruzione, aspetto tipico della configurazione ottica, ma nel complesso ha dato le stesse soddisfazioni sulle stelle doppie. Invece ha sofferto nella visione di Saturno, dove l’immagine non era nitida e quindi meno godibile rispetto al rifrattore.
Nota dolente invece per lo Starbook Ten, battuto dal SynScan della EQ3 di Gianluca. Proprio così. Nel database ci sono oltre 200000 oggetto SAO, solo che non esiste un menù o una lista per richiamarli. Le doppie che abbiamo osservato, ad eccezione delle stelle primarie con nome proprio, non sono direttamente inquadrabili col GoTo, ma occorre inserire le coordinate. Di più, occorre avere una lista di stelle doppie o oggetti SAO, conoscerne le coordinate, in modo da poterle inserire e puntare. In pratica è necessario l’ausilio di un planetario, nel mio caso installato sullo smartphone. Ma dico io, ma cosa aspettano ad implementare il menù nello starbook? Gli oggetti ci sono nel database, basta solo poterli richiamare. Parlando con l’assistenza Skypoint, mi hanno assicurato di aver comunicato tale esigenza alla Vixen che ha risposto (incredibile!) che valuteranno quando inserire tale aggiornamento. Speriamo lo facciano in fretta perché è una GRAVE lacuna.
Terza cosa: la nuova EQ3.2 SynScan: è stata la prima volta che Gianluca l’ha usata, comprata usata su Astrosell. Meccanicamente presentava un problema di accoppiamento del motore di A.R., risolto facilmente da Sergio con una brugola. Dopo tale intervento ha funzionato perfettamente, puntando tutti gli oggetti inquadrandoli al primo colpo con alto ingrandimento, un vero successo!
Ultimo aspetto della serata, lasciato qui per restare maggiormente impresso nella memoria: la presenza di Sergio! Bentornato amico mio!

Ringrazio della compagnia quasi tutto il GAT, assenti solo Fabrizio e Guido, e i miei genitori per l’ospitalità, sperando di ripetere al più presto.