Wednesday, August 3, 2011

Il colore dei colori

A volte mi pongo delle domande un po’ inquietanti ma che ci posso fare?
 
Il quesito esistenziale di oggi è questo: Siamo sicuri di percepire il colore dei colori nello stesso modo?
Mi spiego meglio: Da bambini ci hanno insegnato che il colore del cielo è azzurro, ma non è mica detto che l’azzurro che vedo io sia uguale all’azzurro che vede qualcun’altro.
E se questo qualcun’altro vedesse l’azzurro del cielo come io vedo il colore rosso della Ferrari?
Un’altra persona magari percepisce il colore rosso della Ferrari come io percepisco il colore azzurro del cielo. Ma siccome siamo stati educati a chiamare Azzurro il colore del cielo e Rosso il colore della Ferrari non potremmo mai saperlo, a meno che io entri dentro un’altra persona e incominci a percepire i colori come quella persona li percepisce.
Ma ciò è impossibile, quindi non potremmo mai essere sicuri che tutti noi vediamo i colori nella stessa maniera.
E questo è fantastico! Ciascuno di noi teoricamente ha una visione del mondo propria, diversa da quella di tutti gli altri.
Meraviglioso, ma anche inquietante…

Soprattutto è inquietante il fatto che mi passino certe cazzate per la mente… @_@

Tag(s): Colori, Filosofia
  1. bobu

    Thursday, August 4, 2011 - 18:19:52

    Concordo pienamente!!!! …con l’ultima frase…. @_@
    e non dirmi che non c’è più il rispetto per i + vecchi.. :D

  2. Lantaca

    Thursday, August 4, 2011 - 23:30:19

    Fortunatamente ho un’età con cui posso definirmi più grande e non più vecchio :P

  3. bobu

    Friday, August 5, 2011 - 09:26:43

    ahahah scusa.. io li avevo usati come sinonimi !!!!!!! Non era in senso offensivo.
    Cmq non seguo veramente il ragionamento.. cioè per te la ferrari non è rossa come per me??? @_@

  4. Lantaca

    Friday, August 5, 2011 - 09:38:10

    Mah, non lo seguo nemmeno io che l’ho scritto, figurati… comunque l’idea di base è questa:
    Il nome che diamo ai colori è una convenzione linguistica, tant’è che in italia il colore della ferrari lo chiamiamo Rosso, mentre in america lo chiamano Red.
    Quindi il ragionamento prescinde dal NOME del colore.
    L’ipotesi è che ciascun essere umano abbia una PERCEZIONE del colore diversa dagli altri, cioè il suo cervello elabori le informazioni provenienti dalla retina in modo differente. Ad esempio pare che i cani non vedano i colori ma che per loro sia tutto in bianco e nero.
    Ecco, se i cani vedono in bianco e nero, perché io dovrei vedere il verde come lo vedi tu? Magari il colore dell’erba che vedo io, che mi hanno insegnato a chiamarlo VERDE (perché vivo in italia, altrimenti lo chiamerei in un altro modo, green ad esempio) è uguale al colore che tu vedi quando guardi l’asfalto. Chi può dirlo con esattezza?

  5. Piero VDFN

    Friday, August 5, 2011 - 13:02:10

    Questa me la volevo risparmiare ma dato che ci siamo :D
    Il colore come voi sapete, è “un effetto” della luce.
    Inoltre penso saprete della doppia natura della luce: la teoria corpuscolare e quella ondulatoria.
    La natura ondulatoria prevede che alla luce siano attribuite le caratteristiche delle onde elettromagnetiche, perciò sappiamo che la luce occupa delle lunghezze d’onda definite: il range tra le suddette lunghezze d’onda (350-400nm e 700-750nm circa), è lo spettro in cui ci sono tutti i colori. Esso è un gradiente continuo, perciò ci sono due/tre soli metodi per non aver la stessa percezione visiva: uno è avere i colori nell’ordine inverso, ma non penso sia possibile. Il secondo è avere uno spettro più o meno esteso. Il terzo in realtà può avere degli elementi comuni con il secondo: si può avere una malattia visiva.
    Fatta questa premessa lascio ai curiosi il compito di cercare la soluzione al primo punto che io penso impossibile, però devo dire che non mi ricordo assolutamente come funziona l’occhio.

    Un’altra cosa: la filosofia non mi piace, ma la scienza invece molto :D

  6. Lantaca

    Friday, August 5, 2011 - 14:23:13

    Lo so, le basi della teoria della lice le conosco benissimo e infatti non ho assolutamente citato “il colore che emanano/riflettono” (mamma mia com’è detto male ma ci siamo capiti) le cose, ma il modo in cui il cervello le elabora e te le fa apparire.
    La stessa lunghezza d’onda della luce può, in questo mio filosofico post, essere interpretata da ogni umano in maniera diversa, proprio come avviene per i cani che non elaborano le informazioni cromatiche ma solo quelle luminose.

    A prescindere da tutto comunque ci tengo a precisare che era un pensiero buttato lì che non ha niente di seriamente pensato alle sue spalle, ma solo un’idea nata tra uno stronzolo e l’altro….